Dalla ricerca le uniche speranze di guarigione

Ospite della nostra scuola, la dr.ssa Claudia Alicata, giovane ricercatrice della Fondazione Veronesi


Durante la giornata di martedì 26 Febbraio si è svolta presso l’aula magna del “Nervi” di Lentini una conferenza tenuta dalla dott.ssa Claudia Alicata, membro della fondazione “Umberto Veronesi” che da anni si occupa della ricerca e della divulgazione scientifica al fine di valorizzare tutte le scoperte nel campo della scienza. La dott.ssa si occupa di oncologia presso l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, dedicando il suo lavoro alla ricerca di nuove cure per le malattie infantili tra cui cancro e leucemia. Claudia Alicata è senza dubbio un’eccellenza italiana, che ha fatto della scienza la sua vita. Alla sua esperienza contribuiscono i suoi numerosi viaggi formativi negli States e in Inghilterra . L’incontro ha suscitato un notevole interesse da parte degli studenti delle classi quarte e quinte del nostro istituto che hanno preso parte alla conferenza. Non è mancata l’occasione di parlare di persona con la dott.ssa Alicata che, con grande umiltà e professionalità, ha risposto alle nostre domande.

Perché ha deciso di intraprendere proprio questa strada e non altre?

Sicuramente nasce da attitudini personali, ad esempio non sono mai stata propensa allo studio del latino, quindi non avrei mai intrapreso quella strada. Mi piace molto l’arte, ma non ho nessuna dote artistica. La scienza invece mi ha sempre affascinata ed è stata l’unica cosa che mi riusciva meglio quando frequentavo la scuola e poi l’universita’, da questo nasce la mia professione di ricercatrice. Sono convinta che le mie “paure” rispetto alle malattie, le ho superate con la conoscenza e facendo quindi lo scienziato ho fatto della conoscenza il mio lavoro e questo mi rende serena.

Che sensazioni prova quando esercita la sua professione? Il suo lavoro la soddisfa?

È una soddisfazione piena e totale. C’è tantissimo stress causato, per esempio, da esperimenti che non vanno a buon fine ed è difficile accettare di aver sbagliato. E’ proprio quello il momento di fare ammenda e rendersi conto di aver sbagliato, ripartendo dagli errori. All’inizio è stato difficile ambientarmi perché la ricerca universitaria era molto diversa da quella in ospedale. Infatti, all’università avevo le provette mentre all’ospedale avevo bambini con nome e cognome. Spesso mi capitava di dover tornare a casa dicendo a me stessa che non potevo fare questo lavoro perché non riuscivo a vedere “quelle cose” ogni giorno. Prima o poi impari a farci l’abitudine e adesso, per ogni risultato positivo, la gioia è totale!

E’ contenta di tutto ciò che sta facendo la fondazione “Umberto Veronesi”?

Assolutamente si, la fondazione mi ha permesso di tornare in Italia e senza la fondazione “Veronesi” non sarei stata qui a parlarvi di queste cose. Probabilmente senza di essa sarei ancora in Inghilterra perché avevo sottoscritto un contratto fino al 2020. La fondazione “Umberto Veronesi” ha creduto nel mio progetto analizzandolo accuratamente perché le borse di studio della fondazione vengono selezionate tra numerose domande. I progetti vengono visionati da commissioni internazionali, che svolgono un lavoro con grande meticolosità. La fondazione è sempre stata disponibile con me, credendo nel mio progetto e dandomi sostegno economico per finanziarlo. Quindi posso solo ritenermi soddisfatta e sono grata a loro per aver creduto nel mio progetto, che si protrarrà per due anni consecutivi.

In questa conferenza ci ha parlato spesso di “progresso scientifico”. Cosa vuol dire per lei la parola “progresso”?

Credo nel progresso, perché solo così si potranno raggiungere risultati eccellenti in campo scientifico. Il mio lavoro di ricerca mi ha dimostrato che, ogni successo, è frutto di grandi sacrifici ed ogni piccolo traguardo non l’ho mai visto come un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza per qualcosa di più importante.

Dopo i numerosi viaggi alla scoperta di nuove esperienze, cosa ci può dire al riguardo? E’ contenta di ciò che ha ottenuto dalla vita?

Io mi ritengo molto soddisfatta. Non vi nego che sono state fatte delle rinunce, ma ognuna di esse non è mai pesata troppo perché l’obiettivo era quello di andare avanti. Nel complesso, momentaneamente, mi sento abbastanza contenta della mia vita. Spero sempre di migliorare la qualità della mia vita, come spero di migliorare quella degli altri, partendo proprio dal benessere e dal mantenimento di un buono stato di salute.


di Francesco Catania, Claudia Amore e Gabriele Puccia

da SX la Preside Sanzaro, la dr.ssa Alicata e il nostro collaboratore Francesco Catania

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